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Chi si ricorda di Alberto Manzi ?
Forse chi ha superato i quaranta si ricorda di questo distinto signore che, nella prima metà degli anni 70, si era assunto il compito di insegnare (a distanza) attraverso la TV in bianco e nero di quel tempo, l’italiano ai tanti analfabeti di quel tempo.
La sua trasmissione si chiamava “Non è mai troppo tardi”; anche noi di Abici Blog pensiamo che non sia mai troppo tardi per cercare di capire quello che sta succedendo attorno a noi, nei nuovi mezzi di comunicazione, ed in particolare nel web.
In realtà, presi da centomila impegni, abbagliati da molteplici stimoli, spesso gli eventi, i nuovi strumenti tecnologici, ci scivolano sopra la testa senza che riusciamo a capirli, e a capirne l’importanza per il nostro lavoro, la nostra vita.
Ecco allora l’importanza di trovare un luogo dove rallentare, dove fermarsi a riflettere.
Cogliamo l’occasione di Alberto Manzi per dire che, secondo noi, lui rappresenta un vero e proprio precursore di quello che oggi viene chiamato e-learning, o anche formazione a distanza. Un modo per poter trasferire conoscenza, poter condividere informazioni, poter interagire con l’insegnante senza essere tutti nella stessa aula.
Molti ne avranno sentito parlare, ma a tutt’oggi sono ancora (relativamente) poche le applicazioni di successo della formazione a distanza nel web.
Perchè ? Gli esperti sostengono che non si tratta tanto di questioni tecnologiche, bensì di aspetti culturali, in particolar modo la desuetudine degli italiani al rapporto a distanza (questa è la motivazione che viene addotta anche per spiegare la scarsissima diffusione del commercio elettronico).
La realtà è, secondo noi più complessa. Dipende molto anche dalla qualità di ciò che viene proposto; dipende dal fatto che se non ci sono persone valide, in questo caso docenti , dietro un progetto di formazione a distanza che siano in grado di seguire l’allievo in modo personalizzato, quando ad esempio ha dubbi o è demotivato, questa cosa non funziona.
Chi ha avuto esperienze di formazione a distanza ce le racconti; vorremmo tanto poter parlarne bene perchè riteniamo che sia uno strumento potentissimo per traferire conoscenze, competenze, cultura.
In parole povere per favorire quell’ aggiornamento continuo di cui tanto si parla nel nostro Paese, ma sul quale tanto poco si fa!
Technorati non è un androide creato per distruggere la razza umana
Technorati è una sorta di motore di ricerca di tutti i blog, o almeno di una buona parte di essi.
Per poter essere inseriti in questo grande pentolone bisogna registrarsi come ho fatto io
sperando di non aver fatto delle castronate.
Per far sì che Technorati passi con il suo spider in automatico (non si tratta di una macchina, ma di un software che gira per il web a registrare nuovi siti o aggiornamenti di quelli esistenti) dal vostro Blog dovreste inserire una certa “istruzione” all’interno dell’ amministrazione del blog stesso. Io ci ho provato con il mio (la mia pattaforma è Word Press, sono entrato in Opzioni/Scrittura ) ma non l’ho trovata.
In alternativa si può ricorrere ad un servizio gratuito online che si chiama Ping-o-matic e che consente di passare l’infomazione a Technorati (e ad altri motori di ricerca o directory che raccolgono blog) che il vostro blog è stato aggiornato con un nuovo “post” (ennesimo inglesismo, che può essere sostituito con l’italiano “intervento scritto”).
Certo con Google è più facile, lo fa lui in automatico.
